Le origini della granita siciliana, dove nasce la protagonista della tradizionale colazione sicula

Che estate sarebbe senza la granita siciliana? Preferiamo non pensarci. Inutile ipotizzare come potremmo affrontare la stagione più calda dell’anno senza poter fare colazione con la nostra (di noi siculi, of course) tanto amata accoppiata granita-brioche col tuppo.

Vi siete mai chiesti quali siano le origini di uno dei dolci siciliani per eccellenza? Beh, sappiate che - come spesso avviene - anche in questo caso hanno a che vedere con un certo popolo che dimorò in Sicilia per giusto un paio di secoli… Ma andiamo con ordine.

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Granita siciliana, quali sono le sue origini?

La storia dell’originale granita siciliana cela antiche origini. Origini che vanno a collocarsi durante la dominazione araba. Già tra l’827 ed il 1091, quindi, sull’isola iniziò a diffondersi l’usanza di mescolare la neve con dei succhi di frutta, sulla falsa riga del famoso sherbet, bevanda ghiacciata a base di dolci sciroppi che gli arabi avevano portato con sé da molto, molto lontano.

Ma l’esperienza non si esaurì nell’epoca araba. Continuò anche durante il Medioevo, durante il quale sappiamo per certo dell'esistenza dei nivaroli, ovvero gli addetti alla raccolta ed alla conservazione della neve, della quale provvedevano a fare scorta su Etna, Nebrodi e Peloritani. Ciò in vista dell'estate, quando veniva gustata mescolata ai suddetti ingredienti per dare vita a rinfrescanti peccati di gola.

E’ affascinante pensare, oggi, come la neve venisse preziosamente custodita per così tanti mesi, ed in che modo, per giunta: posta in delle grosse buche fatte nel terreno ricoperte di cenere vulcanica e sovrastata di paglia e felci. Per la serie ”Cosa non si farebbe per una granita!” Proprio in questo periodo iniziò a venire proposta in diversi gusti, tra i quali i tipici siciliani come gelsi e mandorle, caffè ed ovviamente limoni e pistacchi.

Dove nasce la granita 

Inutile domandarsi se sia messinese o catanese: se ci chiediamo dove nasce la vera granita, non possiamo che rispondere: in Sicilia. Se vi trovate in vacanza sull’isola, andatene alla ricerca, magari proprio presso la gelateria Sapore di Sale. E no, non perché siamo di parte, ma perché verrete catapultati nel fantastico e colorato mondo dei cremolosi! Come cosa sono?! (Ve lo spieghiamo più giù, tranquilli).  

Come è fatta la granita siciliana

E' un dessert fresco, dalla consistenza liscia e dal gusto eccezionale in quanto rigorosamente fatto con materie prime di qualità. Nulla di più semplice: la granita siciliana si prepara con una base di acqua, zucchero e, nella maggior parte dei casi, frutta. Il composto viene messo a refrigerare negli appositi pozzetti e mescolato frequentemente per impedire la formazione di cristalli di ghiaccio troppo grossi ed antipatici da ritrovarsi in bocca.

I cremolosi, l’evoluzione della granita

Giunti fin qui, non possiamo non parlarvi dei cremolosi di Sapore di sale, fiore all’occhiello tra le proposte della gelateria. Potremmo definirli l’evoluzione della granita. Si differenziano da questa per l’alta percentuale di frutta, fresca o secca, e per il fatto di non contenere latte né derivati (una buona notizia per gli intolleranti al lattosio, insomma). Ultima chicca che rende i cremolosi degni del loro nome è l’aggiunta di una piccolissima dose di semi di carruba.

Se non li avete ancora provati (male!) è arrivato il momento di rimediare. Limone, fragola&fragoline, pistacchio, nocciola, Sapore di Sale, caffè: questi sono solo alcuni dei gusti che è possibile trovare. Non dite che non ve l’avevamo detto!

Photo Credit | Alessia Famulari